Alfa Romeo Giulia 2015

Entrevista da revista Quattroroute ao Eng. Kreiff:


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Ainda continuam a discutir design?Pelas postas de pescada de pessoal a colocar aqui concepts que mais parecem de carros desportivos do que de carros de segmento D dá bem para perceber que havia era muita gentinha com uma ideia totalmente distorcida de que o Giulia é um carro de segmento D e não um coupé.Ao ver os renders desta frente achei feio, mas em fotos e vídeos o carro é muito bonito e tem proporções bem mais masculinas e agressivas do que o 156 ou 159. Isto parecendo um carro de segmento D!Fico á espera de ver o Giulia numa versão civil, sem aquelas entradas de ar tão agressivas e com uns cromados no triângulo em vez da rede do QV. Este é o Alfa mais Alfa dos últimos 30 ou 40 anos e só não vê isso quem não quer. Mesmo que o design exterior não seja 100% consensual em todos os outros aspectos este carro é um digno sucessor dos Alfa dos anos 60/70.
 
Falácias.

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São sem duvida 2 das berlinas que gostava de ter, mas são 2 exemplos de sucessos de vendas?

Os desenhos 'diferentes' não vendem carros. Há que colocar no mercado formas visuais que não fujam muito do restante. Neste aspecto o Giulia tem imagem para vender, um pormenor 'copiado' deste, uma linha copiada daquele, e uma imagem global ligada à marca, veremos se o estigma de ser italiano não o vai prejudicar.

Pessoalmente esta versão não me convence, fico a aguardar pelas motorizações mais modestas.
 
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Em termos de design, nada como ouvir o próprio Lorenzo Ramaciotti - é que, arrisco-me a dizer "na escola onde todos nós andámos já ele é professor à muito tempo":


Alfa Romeo Giulia: il design raccontato da Lorenzo Ramaciotti

Il designer modenese è il papà dello stile dell'Alfa Giulia ed è stato per lungo tempo il responsabile del design dell'intero Gruppo Fiat. Ecco come descrive la sua ultima creazione


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Se vi è piaciuta (ma anche se non vi è piaciuta) la nuova Alfa Romeo Giulia di cui abbiamo cercato di raccontarvi tutti gli aspetti, vale la pena ascoltare chi la vettura l'ha disegnata, sia fuori che dentro.

Ovvero Lorenzo Ramaciotti, l'esperto designer modenese che ha guidato il team del Centro Stile che ha creato le forme della nuova Giulia. Ecco il suo intervento in occasione dell'anteprima mondiale della nuova berlina del Biscione che si è tenuto al Nuovo Museo Storico Alfa Romeo di Arese, inaugurato proprio in questa occasione.

«Un'Alfa Romeo è una macchina che crea emozioni, con la sua storia, con la sua velocità e con la sua bellezza. Fin dalla sua nascita Alfa Romeo ha fuso queste tre cose, in un tutto armonico, dove nessun elemento domina sugli altri ma tutti concorrono a creare auto indimenticabili. Per questo Alfa Romeo è da sempre la più alta espressione dello stile italiano in campo automobilistico».

«La cultura dell'auto si è sviluppata negli anni, esprimendo attraverso i tempi, le mode e le tecnologie disponibili, la prevalenza di valori come la potenza, la leggerezza o il comfort. Lo stile italiano rappresenta da sempre il perfetto equilibrio tra tutti questi elementi, dove la forma si modella sulla sostanza, ma senza diventarne una pura e semplice funzione».

«Le soluzioni aerodinamiche, gli ingombri meccanici, i rapporti di forma, creano punti di riferimento da cui un designer deve obbligatoriamente partire. Ma in tutto questo, lo stile deve dare vita, creando una pelle che si plasma in modo organico sulle parti del corpo, come i muscoli di un cavallo in corsa».
Lorenzo Ramaciotti ha trascorso 32 anni di carriera in PIninfarina. Dal 2007 al 2015 è stato responsabile generale del Centro Stile Fiat, prima di passare il testimone a Ralph Gilles. Adesso è consulente personale di Sergio Marchionne

Alfa Giulia: lezione di stile
«Per iniziare a disegnare la nuova Alfa Romeo siamo stati guidati da questo pensiero semplice e potente. Volevamo creare un oggetto capaci di sfidare il tempo, con la sua eleganza, le mode, con la sua essenzialità, e lo spazio, con la tensione delle sue forme».
«Alfa Romeo ha sempre rappresentato una grande firma dello stile e ha contribuito alla definizione di un modello di vita che l'Italia ha portato nel mondo e che è parte della cultura stessa del Paese. Questo perché nello stile italiano Alfa rappresenta e raccoglie tratti caratteristici: il senso delle proporzioni, la semplicità e la cura per la qualità delle superfici».

«Le proporzioni sono basate sull'architettura tecnica, che è molto di più di una fonte di ispirazione: è lo scheletro su cui l'auto è costruita. Qui noi abbiamo due punti di riferimento che sono estetici, piuttosto che funzionali; l'equilibrio 50:50 dei pesi e la trazione posteriore».

«Per bilanciare al meglio le masse, il motore e la meccanica devono collocarsi tra i due assi. Abbiamo sfruttato questo concetto disegnando sbalzi molto ridotti, un lungo cofano e lunghi parafanghi anteriori. L'abitacolo è arretrato e appoggiato sulle ruote di trazione. I parafanghi posteriori muscolosi segnalano visivamente il punto in cui la potenza viene scaricata a terra».
“Abbiamo disegnato sbalzi molto ridotti, un lungo cofano e lunghi parafanghi anteriori. L'abitacolo è arretrato e appoggiato sulle ruote di trazione. I parafanghi posteriori muscolosi segnalano visivamente il punto in cui la potenza viene scaricata a terra”


«Tutto questo si traduce in un passo estremamente lungo contenuto in una carrozzeria tra le più compatte. Le proporzioni ci hanno spinto a creare una forma dinamica. Se guardiamo l'abitacolo in pianta, non vediamo una scatola, ma un'ellisse. Gli angoli arrotondati e i montanti avvolgenti danno slancio alla vettura creando un profilo "a goccia" che ricorda una delle auto più belle di tutti i tempi: la Giulietta Sprint».

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La Giulietta Sprint per Ramaciotti è una delle auto più belle di tutti i tempi

«La seconda cifra dello stile italiano è la semplicità. Disegnare un'auto è uno dei mestieri più belli, ma altrettanto complessi che esistano al mondo. E' il punto di incontro di tutte le discipline dell'ingegneria, dalla meccanica all'elettronica, dalla termodinamica all'aerodinamica. Ma il risultato non deve mostrare nulla del nostro sforzo: lo stile deve essere semplice e naturale, come il profilo di una nuvola che non rivela l'enorme potenza che racchiude».

Semplicità innanzitutto
«Viviamo in un'epoca carica di segni, siamo circondati da informazioni e messaggi moltiplicati da media vecchi e nuovi, siamo immersi in un rumore di fondo continuo e crescente ed è facile cedere alla tentazione di un oversigning».

«Ma questo non è quello che ci si deve aspettare da un'Alfa Romeo: la semplicità è nel nome "Alfa", la prima lettera dell'alfabeto greco che ci suggerisce segni primari ed essenziali. La semplicità è nella storia Alfa, fatta di linee pulite e tese, come quella della Canguro del 1964 impressa nella memoria di tutti gli innamorati dell'auto. Per questo abbiamo dato alla nuova Alfa Romeo un'identità fatta di pochissimi tratti: una linea scavata sui fianchi, che segna le porte e abbraccia le maniglie, e naturalmente il leggendario trilobo frontale, forse il volto più famoso e riconoscibile nel mondo dell'auto. Non c'era bisogno d'altro».

«La terza cifra è la qualità delle superfici: significa creare con i volumi riflessi ricchi e armoniosi. Per ottenere quest'effetto abbiamo fatto descrivere le superfici dalla luce, senza frammentarle con inserti grafici gratuiti e il risultato è una forma scultorea che rivela una tensione quasi organica. E' molto di più che una macchina: la nuova Alfa Romeo possiede il profilo di un felino pronto a scattare».

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L'abitacolo della Giulia 2015 è ancora top secret o quasi. Negli esemplari di preserie esibiti alla presentazione internazionale non era permesso salire a bordo

Alfa Giulia: l'abitacolo
«L'interno è frutto della stessa ispirazione: è pulito ed essenziale, centrato su chi guida. Perché per Alfa Romeo l'auto non è un elettrodomestico su ruote, l'auto è un prolungamento dell'anima, del cuore, del cervello, delle braccia e delle gambe. Abbiamo restituito la parola "comandi" al suo significato originario. Non gadget, ma leve per sentire e governare la vettura, che parlano lo stesso linguaggio del guidatore e rimandano a tutte le sensazioni necessarie per decidere e per agire».

«Abbiamo tagliato il posto di guida come un tessuto, con il tunnel diagonale, la plancia leggermente ondulata e gli strumenti orientati verso il guidatore. E l'abbiamo cicuto come un abito, con cura artigianale e materiali preziosi: pelli, legni, tessuti e fibra di carbonio sono stati scelti per la loro piacevolezza visiva e tattile, ognuno in base alla personalità della vettura e sono assemblati in modo da far sentire il tocco umano».

«Anche questo è un tratto caratteristico dello stile italiano. Forma e funzione vanno sempre mano nella mano, ma il risultato non deve essere necessariamente minimalista o freddo. Perché un'Alfa è prima di tutto un oggetto del desiderio. Non un soprammobile da guardare, ma una forma viva da vivere e da guidare, una creatura che produce emozioni, una piccola fabbrica di velocità e di bellezza, di passione e di poesia».

http://www.automoto.it/news/alfa-romeo-giulia-il-design-raccontato-da-lorenzo-ramaciotti.html
 
Agradeço que vejam o vídeo - as conclusões vão ser surpreendentes e desmontar muitos estereótipos instalados entre nós:

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É que estamos tão habituados a verdades absolutas que muitos se chocam quando, afinal, não é bem assim...ou era e deixou se ser, pois a evolução é contínua...[;)]
 
Apesar das opiniões nos fóruns italianos ser muito positiva sobre o design, o sentido de humor transalpino (e já agora português) continua a manifestar-se:

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[:D]
 
Muito se preocupam os haters com ser parecido com A ou B... Que azia [:D]

Quem realmente gosta de Alfa procura um carro com linhas atractivas e sobretudo distintas da concorrência. Não quer um carro que olha para ele e que transmite sentimentos de "dejá vu" em vez de transmitir aquele "flair" típico da marca, como acontece com este Giulia.

Mas como tu não és um apreciador de Alfas mas sim um fanboy no seu estado mais puro é normal que não entendas isto. [;)]
 
A Alfa Romeo faz um carro ao nível de um Nissan GTR e a discute-se a sua beleza ..... :sh)

Porque lá está aquilo que eu disse.. quem realmente gosta de Alfa, procura um carro com excelentes performances, mas que ao mesmo tempo seja indubitavelmente bonito e distinto [;)]
 
Porque lá está aquilo que eu disse.. quem realmente gosta de Alfa, procura um carro com excelentes performances, mas que ao mesmo tempo seja indubitavelmente bonito e distinto [;)]

Distinto sim ! Bonito não necessáriamente.

Históricamente a Alfa já fez muita coisa que eu não apelidaria de "bonito", assumindo que beleza é o que temos por exemplo no Jaguar E dos anos 60, ou seja elegância, fluidez, harmonia.

Carros como o 75, o seu antecessor Giulietta, o 155, o SZ, etc. têm muita personalidade estética, mas não lhes chamaria bonitos.

Penso que a estética valorizando essa parte do "bonito" pode até ser redutora.

Neste carro em concreto, um monstro de 500 cv é natural que as preocupações de refrigeração, sustentação, etc. se sobreponham à fluidez, proporcionalidade e elegância das linhas
 
Por*a que conversa da treta de quem fez o quê e mais isto e mais aquilo, dasse...
Existem algumas fotos das versões mais mundanas deste modelo ou só mesmo o Top Model ?
 
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