Tópico Lancia

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Ricorda chi eravamo... Lancia Beta Montecarlo Turbo, Campionato DRM Tedesco, in griglia di partenza a Zolder nel 1981.
 
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Lancia Aurelia B20 quarta serie, 1955.


Quest’anno alla Vernasca Silver Flag l’”ospite d’onore” è stata la Lancia, festeggiata anche dalla presenza del “Drago” Sandro Munari. Al via 210 bolidi ammirati da oltre seimila spettatori.


"Molti la chiamano “la Goodwood italiana” e non a torto. Del resto, molti degli elementi sono in comune: a partire dal percorso in salita, più bello di quello inglese, per proseguire con la grande cornice di pubblico e con il plateau di auto (storiche, da competizione) partecipanti, di assoluta eccellenza. Se poi l’atmosfera è un po’ meno raffinata e non tutte le Case automobilistiche sono presenti in maniera ufficiale, come avviene sempre di più nella manifestazione inglese, che male c’è? Quello che conta è la possibilità di vedere da vicino, mentre si arrampicano da Castell’Arquato a Vernasca (in provincia di Piacenza), molte delle auto più belle di tutti i tempi.

La manifestazione da sempre si configura come un “concorso dinamico di conservazione e restauro per vetture da competizione”: non una corsa, dunque, ma una sfilata su strada chiusa al traffico, riservata a vetture da competizione, spesso non omologate e non targate. Quest’anno sono state 210 le auto da collezione che hanno sfilato, anche ad andatura “allegra”, due volte al giorno (sabato 21 e domenica 22 giugno) lungo un tracciato di 9 chilometri, suddivise per categorie: Turismo, GT, Sport prototipi, monoposto a motore anteriore e a motore posteriore, macchine anteguerra.

Tema in evidenza quest’anno, la Lancia, con olte settanta auto e numerosi tecnici ed ex piloti che hanno reso famosa in tutto il mondo la Casa di Chivasso. A cominciare da Sandro Munari, indissolubilmente legato al marchio torinese grazie alle sue numerose vittorie e alla conquista del Mondiale Rally nel 1977. Il “Drago” ha dato spettacolo sui tornanti del tracciato, al volante di una “Stratos” del 1978 messa a disposizione con entusiasmo dal collezionista ed amico Antonio Pasquale. Che, tra l’altro, ha festeggiato proprio alla Vernasca Silver Flag i suoi 81 anni guidando un altro gioiello Lancia, una “037” ex Juha Kankkunen del 1983. Come passeggero su un’altra “037”, quella del reparto esperienze Abarth del 1982 di Giuseppe Bianchini, è salito l’ingegnere Sergio Limone, capo progettazione di questa sportiva, che è poi stata l’ultima 2 ruote motrici ad aggiudicarsi il Mondiale rally nel 1983.

Gianni Tonti, che con Cesare Fiorio fu l’artefice del reparto corse Lancia negli anni Sessanta, si è invece divertito a fare da navigatore al figlio Ottavio, collaudatore di Quattroruote, impegnato su una Lancia “Stratos” stradale del 1976. Luigi e Giovanni De Virgilio, figli di Francesco, “papà” del primo sei cilindri a V del mondo, quello dell’”Aurelia”, hanno voluto prendere parte all’evento sulla berlinetta “B20” di famiglia del 1955. Carlo Pesenti, nipote dell’ex proprietario della Casa torinese dal 1958 al 1969, ha invece gareggiato con un’”Aurelia B24 S” del 1958.

Tutto questo, a conti fatti, davanti a oltre seimila appassionati che si sono lustrati la vista applaudendo la partenza e i passaggi sui vari tornanti della rievocazione storica. Altro grande personaggio dell’automobilismo sportivo mondiale, Henri Pescarolo, plurivincitore a Le Mans, ha preso il via con la Matra 12 cilindri F1 del museo di Romorantin, in Francia. Sentire nuovamente “suonare” quel motore proprio dal piede del suo più grande interprete, è stata un’autentica delizia.

Tra le altre auto protagoniste della Casa piemontese, molto ammirate sono state quelle della Collezione Lancia coordinata da Raffaele Terlizzi, quattro pezzi uno più importante dell’altro. La monoposto “D50” del 1954 è stata molto applaudita alla partenza della prima manche, quando i meccanici hanno messo in moto il bolide proprio come si faceva appena prima di un Gran Premio all’epoca. Per la Collezione erano presenti anche l’unica “D25” rimasta al mondo, quella allestita per Alberto Ascari nel 1957, la mitica “Fulvia 1.6 HF” vincitrice del Montecarlo 1972 con Munari e la “Stratos” con livrea Alitalia. Tra le vetture presenti figurava anche l’“Alpha” del 1908, la Lancia più vecchia esistente al mondo, che appartiene alla prestigiosa collezione di Corrado Lopresto."Em Festa Lancia alla Vernasca Silver Flag 2014. | Ruoteclassiche
 
Fallece Gianni Lancia, quien dirigiera la compañía entre 1947 y 1955

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Gianni Lancia (segundo a la izquierda) en la Targa Florio de 1952.

2014 quedará como un año negro para los "lancistas" de todo el mundo. La muerte anunciada de la marcaLancia por parte del jefe de FCA no será el único triste suceso ocurrido en el entorno Lancia este año. Hoy hemos sabido que Gianni Lancia nos dejaba para siempre. Nacido el 16 de febrero de 1924 en Fobello, cerca de Turín, era el hijo de Vincenzo Lancia y de Adela Miglietti.

Ingeniero de automoción reconocido y apreciado tanto en la industria como por los pilotos. También fue un industrial atípico. En 1937, a la muerte de su padre, Gianni hereda la empresa con 13 años. Ayudado por el equipo que había puesto en marcha su padre, al empresa sigue adelante. Pero no es hasta 1947, recién salido de la universidad de Pisa, que toma la dirección de la empresa de manera efectiva.


Pronto imprime un cambio en la dirección de la marca y desarrolla una serie de innovaciones técnicas con la ayuda del ingeniero Vittorio Jano. Gianni es un apasionado de las carreras y con el departamento de I+D de la marca desarrollan coches de competición con éxitos más o menos gloriosos, pero siempre muy caros. Ese pozo financiero es, de hecho, una de las razones que llevó la marca a la bancarrota en 1955.

Gianni Lancia estaba presente en todas las carreras, ya sea en los boxes o en el camión de asistencia con los mecánicos y los pilotos. Era muy amigo de Ascari, Fangio, Villoresi, Fagioli y Taruffi. En 1955, con la empresa en una situación muy delicada, Gianni ve morir a su amigo Alberto Ascari en un accidente en Monza. Le hace reflexionar y decide vender Lancia al grupo Pesenti de Italcementi. Y es que Lancia debe una importante suma de dinero a esa empresa por la construcción de la torre Lancia.

Giampiero Pesenti acepta recuperar Lancia pero con una condición: no quiere a nadie de la familia Lancia en la marca. Y así fue, a partir de entonces ya no hubo un miembro de la familia Lancia en un puesto de dirección de la marca. Y menos aún sus hermanas Anna Maria y Eleonora que habían estado en discusiones con Mercedes-Benz para la venta de Lancia.

Gianni Lancia se va entonces a Brasil durante un tiempo antes de volver a Europa. Se instala en la Costa Azul, en Saint Jean Cap Ferrat, donde contrae matrimonio con la actriz francesa Jacqueline Sassard. Desde entonces nunca quiso saber nada de su Lancia y rehusaba hablar de la marca. Ahora descansa en el cementerio de Fobello, lugar de origen de la familia Lancia, junto a su padre Vincenzo Lancia.
 
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